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	<title>Francesco Fornaro - Mental Coach</title>
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	<description>Sport &#38; Life Coaching, PNL e formazione</description>
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		<title>Il mental coaching applicato: da me e su di me</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo agli sgoccioli del 2011 e, come ogni anno, mi sono preso un po&#8217; di tempo per verificare lo stato dei lavori riguardo gli obiettivi che mi ero prefissato di raggiungere dodici mesi fa. E&#8217; stato un anno intenso. Un po&#8217; particolare, a volte caotico, ma anche ricco di soddisfazioni, di successi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo agli sgoccioli del 2011 e, come ogni anno, mi sono preso un po&#8217; di tempo per verificare lo <em>stato dei lavori</em> riguardo gli obiettivi che mi ero prefissato di raggiungere dodici mesi fa. E&#8217; stato un anno intenso. Un po&#8217; particolare, a volte caotico, ma anche ricco di soddisfazioni, di successi e di emozioni. Alcuni sogni che avevo in mente sono rimasti nel cassetto, ma con grande piacere mi sono reso conto che la maggior parte degli obiettivi che ho scelto sono stati raggiunti.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno di quelli che mi ha richiesto più impegno in termini di tempo (e anche di fatica) è stato <strong>correre 500 km</strong>. All&#8217;inizio dell&#8217;anno mi è sembrata una distanza sufficientemente ambiziosa per le mie caratteristiche (premetto che non sono un atleta, e se lo sei probabilmente ti sembrerà una sfida da poco, ma ti assicuro che l&#8217;idea mi stuzzicava molto considerato che non avevo corso regolarmente negli anni precedenti) e anche adatta al tempo che avrei avuto a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">500 km sono all&#8217;incirca la distanza di <strong>12 maratone</strong> e ho dovuto uscire in strada 58 volte per coprirla. L&#8217;ultima, questo pomeriggio, al termine del quale il mio fedele iPhone ha trasmesso gli ultimi dati al software che utilizzo per monitorare le mie corse:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/12/RK-500.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-853" title="RK 500" src="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/12/RK-500.png" alt="" width="615" height="190" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obiettivo raggiunto!</strong> Voglio condividere con te le emozioni e le sensazioni che mi hanno accompagnato in quest&#8217;anno di allenamenti. Ho corso in ogni condizione, dal freddo pungente di gennaio alla pioggia di novembre, passando attraverso il caldo torrido di luglio, il vento, la nebbia, l&#8217;umidità. Mi sono goduto i colori e i profumi di ogni stagione, i suoni della natura, il rumore della civiltà e la musica. Mi ricordo le prime uscite &#8220;al calduccio&#8221; della scorsa primavera, ma ricordo meglio il freddo di dicembre in cui ho dovuto recuperare un po&#8217; di tempo perduto. Alla fine dello scorso mese, infatti, avevo percorso solo 370 km e ho dovuto stilare una tabella di marcia serrata che nelle ultime settimane ho seguito fedelmente. E, alla fine, sono arrivato.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, nel momento in cui ho saputo che i 500 km erano ormai una realtà, mi sono sentito eccezionalmente contento, soddisfatto, conquistato da splendide sensazioni. Invece di fermarmi, ho aumentato il ritmo e ho corso ancora per un bel po&#8217; al massimo delle mie possibilità, ridendo e pensando a quanto è bello avere obiettivi, a quanta forza ti danno, alla motivazione che ti pervade anche quando non avresti voglia di fare ciò che va fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensaci. Che cosa spinge una persona a fare tutta questa fatica? Perché? E&#8217; sicuramente più comodo, piacevole e rilassante dedicare il tempo ad altre attività, come leggere, guardare un buon film, mangiare, uscire con gli amici. Ogni giorno avrei avuto decine di scuse certamente valide per non andare a correre. Altri impegni, lavoro, freddo o caldo, poca voglia di fare fatica. Io l&#8217;ho fatto perché <strong>volevo misurarmi con me stesso</strong>. L&#8217;ho fatto per dimostrare che se decido di fare una cosa, allora posso farla, <strong>riesco a farla</strong>. Mi porto dietro insegnamenti importanti da tutto questo: ad esempio, la consapevolezza che ho la possibilità di scegliere che cosa ottenere dalla vita, che sono in grado di portare a termine un progetto anche se costa sforzi, sacrifici e fatica. Lo sapevo già in quanto in passato è capitato altre volte, ma fa sempre bene ricordare a se stessi che un limite non è altro che una scelta che fai, e se vuoi puoi spostarlo più in là. So che se un anno fa mi fossi posto l&#8217;obiettivo di correre mille chilometri, invece che cinquecento, ce l&#8217;avrei fatta comunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Il momento più significativo l&#8217;ho vissuto attorno a metà maggio. Ricordo che c&#8217;era caldo, troppo per correre, ero stanco dopo un&#8217;ora di strada e ho rallentato con l&#8217;idea di riposarmi. Ho pensato che non sarebbe stato un dramma fermarsi un secondo a rifiatare, ma io volevo correre tutta questa strada sempre in movimento, senza camminare neanche un metro. Stavo per buttare via tutta la fatica già fatta e la possibilità di centrare il mio obiettivo. La strada faceva una curva e davanti a me sono comparse due persone: un uomo spingeva una sedia a rotelle sulla quale c&#8217;era una donna anziana, con la coperta sulle ginocchia. Si godeva il sole e la passeggiata anche se non poteva camminare. Mi ha guardato correre verso di lei&#8230; e <strong>mi ha sorriso</strong>. Ho sentito dentro di me una voce dirmi: &#8220;Secondo te, che cosa darebbe quella donna per avere la possibilità di correre, come quella che hai tu? Quanto sarebbe disposta a sacrificare pur di potersi alzarsi e camminare, invece di dover chiedere a qualcuno di spingere la sua sedia a rotelle per muoversi?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato come ricevere un messaggio, un segno. Dopo quel momento ho ritrovato le forze. Non so da dove siano arrivate, ma <strong>la mia testa ha fatto la differenza</strong>. Mi ha tolto le scuse, le paure, la stanchezza e mi ha dato le risorse che servivano per finire il mio giro e tornare a casa tonico e sciolto. Quel giorno ho corso la distanza più lunga tra tutte quelle percorse quest&#8217;anno e non mi è mai più venuta in mente la possibilità di fermarmi quando sto correndo. Non penso che capiterà mai più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti invito a scegliere obiettivi grandiosi e stimolanti per l&#8217;anno che sta per cominciare</strong>. Scrivili, è fondamentale. Custodiscili come faresti con qualcosa di estremamente prezioso. <strong>Sfidati</strong>, vai oltre i tuoi limiti, affronta la paura di non farcela: perdi di certo solo se non lo fai! Ti basterà dare il massimo e qualunque sia il tuo progetto, ce la farai. Se almeno non vuoi provarci, non potrai sapere se ho ragione oppure no&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento mi sento <strong>estremamente grato</strong> per ciò che ho vissuto, per tutta questa esperienza. Sono grato al mio corpo: ai miei piedi, alle gambe, ai polmoni, a ogni singolo battito del mio cuore, a chi mi ha fornito la tecnologia per correre in sicurezza e monitorare le mie prestazioni. Ai miei amici con cui ho condiviso questo piccolo sogno e anche a coloro che mi hanno detto che sarebbe stata dura e avrei potuto non farcela: mi hanno motivato enormemente. Sono grato alla natura per avermi donato un fisico resistente, capace di accettare e assecondare la corsa senza farmi penare troppo, che non patisce il freddo più di tanto e sta alla larga dagli infortuni fin da quanto ero bambino. Sono grato persino a ciò che non ho potuto controllare: al meteo, ad esempio, per avermi regalato un clima clemente e adatto alla corsa in questa ultima parte di anno. Tutto questo mi ha permesso di vincere questa sfida.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non ce l&#8217;avrei mai fatta senza <strong>una mente alleata e allineata al mio obiettivo</strong>. Senza gli strumenti che il <strong><a title="Coaching" href="http://www.francescofornaro.com/coaching/">coaching</a></strong> mi ha insegnato e che trasmetto a chi lavora con me. Senza convinzioni di supporto e valori da rispettare. Senza l&#8217;idea che tornato a casa avrei trovato Barbara a dirmi bravo. Senza la consapevolezza che accettare una sconfitta brucia e fa male e farei di tutto per evitarlo. Senza il pensiero di come sarebbe stato bello correre in un giorno di fine anno e poi precipitarmi a casa a scrivere queste parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sono io, un minuto dopo essere arrivato. Non ho sicuramente la faccia di chi ha appena finito <em>solo una corsa</em>, non credi? Ho l&#8217;espressione soddisfatta e fiera di chi sa di avere vinto una sfida con se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio augurio è che tu possa fare lo stesso nell&#8217;anno che sta per cominciare, qualunque sia il tuo obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/12/Fra500km.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-864" title="Fra500km" src="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/12/Fra500km.jpg" alt="" width="524" height="684" /></a></p>
<p>Ti auguro un 2012 straordinario e ricco di tutte le emozioni che vuoi provare. A presto!</p>
<p><em>Francesco</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">PS: se ti fa piacere condividi questo articolo. Forse può essere di aiuto a qualcuno che conosci. Puoi anche <a href="http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify?uri=FrancescoFornaro&amp;loc=it_IT" target="_blank">ricevere gratis un&#8217;email</a> ogni volta che ne pubblico uno nuovo e seguirmi su <a href="http://www.twitter.com/FFornaro" target="_blank">Twitter</a> e <a href="http://www.facebook.com/FornaroFrancesco" target="_blank">Facebook</a>. Grazie!</p>
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		<title>Come scegliere il tuo mental coach</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 14:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/11/direzionecoaching.jpg"></a></p> <p style="text-align: justify;">Più passa il tempo più la figura del mental coach assume contorni definiti e precisi. Nonostante ci sia ancora della strada da fare, molti cominciamo a capire in che cosa consista davvero il coaching e ne sono interessati. L&#8217;allenatore mentale è un professionista che segue atleti esperti o in fase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/11/direzionecoaching.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-721" title="direzionecoaching" src="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/11/direzionecoaching.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Più passa il tempo più la figura del <em>mental coach</em> assume contorni definiti e precisi. Nonostante ci sia ancora della strada da fare, molti cominciamo a capire in che cosa consista davvero il coaching e ne sono interessati. L&#8217;allenatore mentale è un professionista che segue atleti esperti o in fase di crescita (se è uno <em>sport coach</em>), imprenditori e manager (se è un <em>business coach</em>) e tutte le altre persone che vogliono una guida in ambito <em>life</em>, cioè al fine di definire meglio i propri obiettivi, migliorare la comunicazione, superare ostacoli e centrare determinati traguardi personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimamente sto studiando l&#8217;offerta in questo settore, principalmente cercando in rete e ho notato che è piuttosto frammentata. Questo da una parte la rende ricca, dall&#8217;altra complica un po&#8217; i piani di chi è interessato a seguire un percorso di coaching. Mi metto quindi nei panni di chi ha deciso di scoprire questa disciplina e si trova davanti al dilemma: <strong>come scelgo il mio mental coach?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di considerazioni geografiche, che se hai intenzione di lavorare di persona con il tuo coach dovrai tenere in considerazione, secondo me la scelta del coach è davvero importante e va pensata bene. Infatti, durante l&#8217;attività di coaching si sviluppa un rapporto particolare tra te e il professionista che ti segue, spesso occorre dirsi cose che ad altri non diresti, si instaura e cresce un clima di <strong>complicità</strong> e <strong>fiducia</strong> e solo se questo avviene il coach può farti da guida, dare il massimo e aiutarti a vincere le tue sfide. Se dovessi scegliere io un mental coach farei riferimento ad alcuni criteri che forse ti potrà essere utile conoscere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EMPATIA E ATTEGGIAMENTO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa, naturalmente, il coach che scegli ti deve piacere: ti consiglio di incontrarlo una volta di persona, o al limite tramite servizi di videochiamata come Skype, trascorrere un po&#8217; di tempo insieme, parlare e guardarlo negli occhi. Generalmente, riguardo la situazione che gli proporrai, il coach ha idee diverse dalle tue: altrimenti non potrebbe fornirti chiavi di lettura differenti e aiutarti così a ristrutturare e riconsiderare le cose. Ma quando gli parli <strong>devi sentire che lui o lei ha compreso le tue emozioni</strong>, ti capisce a fondo e dà il giusto peso alle tue eventuali difficoltà. L&#8217;atteggiamento del coach è generalmente positivo, proattivo, divertente. I migliori coach che conosco e con cui ho lavorato sono ragazzi brillanti, allegri, dotati di grande sensibilità, piuttosto intelligenti e sicuramente ironici, mai troppo seri o arrabbiati. Hanno personalità piacevoli, si godono la vita e ne apprezzano tutti i lati, anche quelli a prima vista meno attraenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EMOZIONI.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una buon criterio che puoi utilizzare è leggere ciò che il coach scrive sul web e chiederti: <strong>che emozioni mi aiuta a provare con le sue parole</strong> e con il suo modo di scrivere? Che cosa mi fa venire in mente? Riesce a stimolare in me riflessioni utili? Fidati delle intuizioni che hai nei riguardi di una persona, si tratta di affidargli il tuo tempo, il tuo denaro e la tua fiducia e solo tu puoi sapere qual è la persona giusta per te. Su un piano più pratico, ti consiglio di scegliere coach che usano bene l&#8217;italiano, non commettono errori grossolani quando scrivono e nei loro testi sono scorrevoli, chiari e facili da comprendere, perché tendenzialmente lo saranno anche quando li incontrerai dal vivo. Lo stesso vale se parli con il tuo coach al telefono: nota cosa ti piace della sua voce, come usa il tono, le pause, il ritmo, se riesce a farti ridere e a cambiare il tuo stato d&#8217;animo naturalmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA STORIA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Internet è uno strumento straordinario ed è a tua disposizione. Informati sul percorso che il tuo coach ha seguito, logicamente chi si è formato con i migliori avrà probabilmente appreso da loro strumenti migliori. Allo stato attuale, non esiste una &#8220;scuola di coaching&#8221; che sia universalmente riconosciuta, esistono solo alcune associazioni private che &#8220;certificano&#8221; i coach che ne sono affiliati, alcune prevedono anche una verifica delle competenze del coach che, tuttavia, non è uniforme. Quindi, a mio avviso, al momento ciò che più conta nella scelta del tuo mental coach è la sua storia professionale ma soprattutto l&#8217;empatia, il rapporto che è in grado di creare con te, le sensazioni che la sua presenza ti provoca, perché solo se esiste un clima di fiducia e sicurezza adatto riuscirai a realizzare i cambiamenti e i miglioramenti che stai cercando. Logicamente, in uno stadio successivo, a fare fede saranno i <strong>risultati</strong> che il coaching ti permette di raggiungere ed è su quelli che dovresti basare le tue valutazioni finali. Considera inoltre che un coach che non conosca la <strong>Programmazione Neuro Linguistica</strong> (PNL) non può, secondo me, definirsi tale. Non tutti i corsi di PNL sono uguali, i migliori rilasciano certificazioni ufficiali e prevedono <em>stage</em> pratici. Se invece avessi in mente di lavorare con uno psicologo o uno psicoterapeuta, ricordati che generalmente l&#8217;approccio è diverso, così come il metodo di lavoro: pensa bene a quali sono le tue esigenze e necessità, valuta i tuoi obiettivi. In linea di principio (con le dovute eccezioni), lo psicologo lavora con un problema che la persona può avere al fine di ripristinare una situazione di normalità, mentre un coach &#8211; più di frequente &#8211; parte da una situazione di normalità per portare la persona all&#8217;eccellenza, a scoprire il limite del suo potenziale. Il coach amplifica ciò che già funziona nella tua vita. Detto questo, molti psicologi sono aperti alla PNL e alla disciplina del coaching, il che è una cosa buona, mentre non amo personalmente chi è fermo nelle sue posizioni e pensa di sapere già tutto (diffida, in genere, di chi non vuole mettere in discussione le proprie conoscenze: non è segno di apertura mentale). Un buon coach è curioso di conoscere altri metodi di lavoro e approcci diversi che danno buoni risultati, anche quando questi sono &#8220;non scientifici&#8221;, tipici dei metodi di lavoro di altri professionisti oppure oggetto di discussione nell&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SOCIAL.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scegli coach che non hanno paura di usare il proprio vero nome sul web. Che usano Twitter, Facebook e gli altri servizi <em>social</em> per<strong> confrontarsi con le persone</strong>, che accettano le critiche e le &#8220;cercano&#8221; perché sanno che quella è una strada per migliorare, che incentivano la discussione e non temono di parlare dei propri successi e dei propri limiti. Evita chi si definisce &#8220;coach&#8221; e non ti dice dove ha studiato, cancella a prescindere i messaggi di critica dalle piattaforme sociali (intendo anche quelli che potrebbero generare discussioni costruttive), non ti racconta niente della propria formazione e resta sul vago se gli chiedi di parlarti di sé. Evita anche chi copia sistematicamente contenuti da altri blog e siti perché è a corto di idee ma sa che apparire è importante. Un coach deve esprimere una propria personalità, ti deve &#8211; in un certo senso &#8211; <em>convincere</em> che fa al caso tuo e, se questo non avviene, è giusto guardare altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste sono le linee guida che ti suggerisco di seguire se stai pensando di affidarti ad un mental coach per raggiungere i tuoi obiettivi. Credo che sia una responsabilità delle persone scegliere con chi lavorare nel modo giusto, perché il coaching è un percorso che si segue insieme, e l&#8217;alchimia funziona bene solo se ci sono dei presupposti adatti a fare in modo che sia così.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ci sono suggerimenti che vuoi darmi, a questo proposito, per migliorare questo sito e la mia interazione con chi mi segue, sarò molto felice di leggerli nei commenti a questo articolo o <a title="Social" href="http://www.francescofornaro.com/social/">sulle altre piattaforme</a> in cui puoi interagire con me. Se invece vuoi contattarmi puoi farlo direttamente da <a title="Contatti" href="http://www.francescofornaro.com/contatti/">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona scelta&#8230; il mio augurio è di incontrarci presto e conoscerci meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il mio saluto a Marco Simoncelli</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/10/MarcoSimoncelli.jpg"></a>Caro Marco,</p> <p style="text-align: justify;">oggi sei tornato a casa e non l&#8217;hai fatto come avresti voluto: soddisfatto, contento, magari orgoglioso per un altro podio, con il tuo trofeo in mano. Ci sei tornato senza alcuno stato d&#8217;animo, senza più una parola, senza nessuna espressione sul tuo viso solare. Immobile, senza respiro, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/10/MarcoSimoncelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-653" style="border-right: 10px; border-top: 10px; border-color: white; border-style: solid;" title="MarcoSimoncelli" src="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/10/MarcoSimoncelli-300x203.jpg" alt="" width="270" height="183" /></a>Caro Marco,</p>
<p style="text-align: justify;">oggi sei tornato a casa e non l&#8217;hai fatto come avresti voluto: soddisfatto, contento, magari orgoglioso per un altro podio, con il tuo trofeo in mano. Ci sei tornato senza alcuno stato d&#8217;animo, senza più una parola, senza nessuna espressione sul tuo viso solare. Immobile, senza respiro, senza vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non ho avuto la fortuna di conoscerti di persona e anche se oggi sto scrivendo a te e di te, ammetto di averti seguito poco negli anni, concentrato forse su chi è stato più vincente o più famoso. Forse non avrei il diritto di rivolgermi a te. Però sento di volerlo e doverlo fare lo stesso, perché ci sono cose che ci accomunano. Come te amo lo sport, amo la moto, ho avuto la tua età, ho sognato più volte di fare un giro in pista. Negli ambiti che mi competono, anche io voglio essere un campione. Le nostre strade sono state diverse, ma non per questo siamo stati del tutto diversi noi. Per questo voglio lasciarti il mio saluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ricordo del tuo Mondiale vinto, del talento che stava venendo fuori dirompente, gara dopo gara. Come il nuovo che avanza. Mi ricordo del tuo accento scanzonato nelle interviste, dei tuoi capelli indisciplinati e di quante volte ho pensato: sei troppo alto per fare il pilota. In realtà, anche io cadevo nella trappola di quelli che giudicano senza ricordare. Non ricordavo infatti che quando c&#8217;è l&#8217;amore per ciò che si fa, quando c&#8217;è passione, quando c&#8217;è il talento e quando sei disposto a pagare il prezzo, diventi un campione. E tu sei un campione!</p>
<p style="text-align: justify;">Il lunedì mattino, dopo le gare, ho l&#8217;abitudine di leggere i giornali sportivi online. Il tuo nome, lì, l&#8217;ho sempre trovato. Vuole dire che sapevi essere protagonista, farti valere, combattere e lottare per una passione grande, irrinunciabile. Da sportivo vero, volevi vincere, arrivare primo. Sei arrivato prima dei tuoi colleghi e amici forse all&#8217;unico appuntamento che avresti voluto volentieri rimandare, ma pensa: è successo mentre cavalcavi la moto, la tua moto, il tuo grande amore, dall&#8217;altra parte del mondo rispetto a casa tua, con migliaia di appassionati sugli spalti e le televisioni accese: molti erano lì anche per te. Eri arrivato, avevi coronato il tuo sogno di essere un pilota. Devi essere fiero e orgoglioso di questo, anche se è andata a finire così. Come hai detto tu&#8230; si vive di più cinque minuti su una moto, di quanto non facciano tanti altri tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi c&#8217;è qualcuno che dice che dovremmo disperarci, discutere e scrivere anche di tutte le altre morti, in ogni parte del mondo, perché ogni morte è uguale. Io credo che sia vero, ma pure impossibile nello stesso tempo. Si ricordano più facilmente le persone con cui esiste un legame, e un legame si forma quando scorrono emozioni. Tu di emozioni ce ne hai date, per questo ci siamo sentiti legati a te, per questo siamo toccati dalla tua morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno può sapere cosa ti sia passato per la testa quando hai sentito la gomma scivolare e la moto scappare via. Ma sono sicuro che l&#8217;ultimo tuo pensiero non sia stato di paura o di dolore. Non sarebbe stato da te, non saresti stato tu. Sono sicuro che la tua mente era già lì, a pensare a come tirarti su e riprendere a correre, non perdere troppo tempo perché gli altri scappano via e la gara è appena all&#8217;inizio. Si può ancora recuperare e fare risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse per te adesso è così. Forse tu stai vivendo da un&#8217;altra parte, in un luogo misterioso dove tutto questo non è successo, o è successo in modo diverso. Dove ti sei rialzato e hai continuato a correre, e lo potrai fare ogni volta che vorrai. Sei nato per quello ed è giusto che tu lo faccia. Goditela, divertiti, vai più forte che puoi.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che, la prossima volta che ne vincerai una, chi ti ama come i tuoi genitori e la tua sorellina &#8211; a cui va un grande abbraccio &#8211; troveranno il modo di sentirti esultare sul podio. E saranno felici con te e per te.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi ci teniamo stretto il prezioso ricordo di un giovane campione dal sorriso grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Marco.</p>
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		<title>Il mental coach e il calciatore</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> <a style="text-align: justify;" href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/10/Mental-Coach-Calcio.jpg"></a></p> <p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultimo periodo, complice l&#8217;inizio della stagione agonistica, ho cominciato nuovi percorsi di <a title="Sport Coaching" href="http://www.francescofornaro.com/sport-coaching/">sport coaching</a> con alcuni giovani calciatori che militano in rinomate rappresentative e hanno grandi ambizioni.</p> <p style="text-align: justify;">Nella logica di una situazione personale, ci sta che ciascuno di essi abbia esigenze e obiettivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<a style="text-align: justify;" href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/10/Mental-Coach-Calcio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-635" style="border-right: 15px; border-color: white; border-style: solid;" title="Mental Coach Calcio" src="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/10/Mental-Coach-Calcio-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultimo periodo, complice l&#8217;inizio della stagione agonistica, ho cominciato nuovi percorsi di <strong><a title="Sport Coaching" href="http://www.francescofornaro.com/sport-coaching/">sport coaching</a></strong> con alcuni <strong>giovani calciatori</strong> che militano in rinomate rappresentative e hanno grandi ambizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella logica di una situazione personale, ci sta che ciascuno di essi abbia esigenze e obiettivi differenti: a volte si tratta di gestire la pressione di un allenatore non molto bravo a mettere a proprio agio i ragazzi, in altri casi esiste un problema di concentrazione che va mantenuta per tutti i 90 minuti (più recupero) di un incontro, altre volte ancora ci sono emozioni non funzionali ad una performance di livello che vanno gestite e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Immagina una scena di questo tipo: ragazzi appena maggiorenni, fisicamente molto ben allenati e tecnicamente fortissimi, che provengono da scuole calcio di team che militano in Serie A e B e di cui hanno preso parte a tutte le giovanili. Immaginali intenti a chiedersi, nonostante l&#8217;età: <strong>come posso diventare ancora più bravo?</strong> Come posso emergere e fare esplodere il mio talento? Si incuriosiscono, cercano informazioni in rete e poi contattano un mental coach perché prepari per loro un programma di lavoro personalizzato.<br />
Non è straordinario? Ci rifletto spesso: è <strong>un atteggiamento da vero campione</strong>, la ricerca dell&#8217;eccellenza e la consapevolezza che puoi fare sempre meglio anche quando tutti ti dicono che sei fortissimo e che hai un futuro da calciatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coaching nel calcio è particolare. Si tratta di uno sport così diffuso che sembra che ognuno sia un esperto, ma è in realtà una disciplina che richiede una preparazione nei minimi dettagli se si ha la necessità di rendere al meglio. Non bastano piedi buoni, polmoni capienti e fisico robusto: il calcio è soprattutto intelligenza, concentrazione, coraggio e velocità di pensiero. Mantenere focalizzato l&#8217;obiettivo per quasi due ore, correndo oltre 10 chilometri, gestendo l&#8217;impatto del pubblico, le richieste del mister e le aspettative dei compagni, avendo a mente gli schemi di gioco e le relative regole, con la necessità di essere spesso anche istintivi e di prendere decisioni rapide&#8230; è certamente una bellissima sfida. Complicata di certo, ma anche molto stimolante per il calciatore e per il coach che lo segue.</p>
<p style="text-align: justify;">Tempo fa ho letto l&#8217;intervista di un pilota di Formula 1 che diceva più o meno così: &#8220;<em>Non è poi tanto difficile andare forte: hai almeno 700 cavalli nel motore. Ti alleni, impari a conoscere la vettura e poi spingi al massimo. La vera difficoltà è limare quell&#8217;ulteriore decimo sul giro, scovare la microtraiettoria che ti fa arrivare sul traguardo dieci centimetri prima del tuo avversario. Questo fa la differenza tra un grande pilota e un pilota di Formula 1.</em>&#8221; Non ricordo di chi fossero queste parole, ma sposo in pieno l&#8217;idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il calcio è simile, da questo punto di vista. Se hai talento e ti alleni, diventi sicuramente bravo. Se hai talento, ti alleni con i migliori e fai qualcosa in più dei tuoi compagni, diventi sicuramente molto bravo. Ma se a te interessa non solo essere molto bravo, ma anche che la tua forza sia visibile da chi deve decidere se schierarti in campo o ancora meglio da chi propone contratti da professionista, devi limare anche tu quell&#8217;ultimo pezzettino di miglioramento. Trova il modo di fare qualcosa in più, di esprimere una qualità superiore e verrà il tuo momento di fare il grande salto tra i primi di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; qui che interviene il mental coach, che ha il compito di portarti oltre il tuo 100% e, una volta che ci riusciamo insieme, di farlo diventare il tuo nuovo standard. Un&#8217;ottima prestazione non ti servirà a molto se giochi le successive cinque partite ad un livello normale: ti serve solo se sei in grado di ripeterla. Magari non sistematicamente, ma con buona frequenza sì, e soprattutto quando ti viene chiesto dalle situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da parte mia, sono estremamente motivato a lavorare con calciatori più o meno giovani, trattandosi di uno sport che apprezzo e conosco particolarmente. Da parte tua, se c&#8217;è la voglia di scoprire e sviluppare il tuo potenziale al massimo, allora il <a title="Contatti" href="http://www.francescofornaro.com/contatti/">mental coaching</a> è certamente una strada che puoi percorrere per riuscirci.</p>
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		<title>Il coaching per allenarsi al successo</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 09:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[life coaching]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160;</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/08/strategy.jpg"></a> Durante le ultime settimane mi sono allontanato dalla vita di routine sia mentalmente sia fisicamente, spostandomi di migliaia di chilometri, confrontandomi con paesi e culture diverse e riconsiderando molte prospettive a cui ero affezionato.</p> <p style="text-align: justify;">Come credo tu sappia, il cervello ama cambiare di tanto in tanto e &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/08/strategy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-618" title="Strategia" src="http://www.francescofornaro.com/wp-content/uploads/2011/08/strategy-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> Durante le ultime settimane mi sono allontanato dalla vita di routine sia mentalmente sia fisicamente, spostandomi di migliaia di chilometri, confrontandomi con paesi e culture diverse e riconsiderando molte prospettive a cui ero affezionato.</p>
<p style="text-align: justify;">Come credo tu sappia, il cervello ama cambiare di tanto in tanto e &#8211; se glielo permetti &#8211; lui ti ricompensa in molti modi: facendo nascere in te nuove idee, migliorando le tue convinzioni e liberandoti da ciò che non serve pensare, ad esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei concetti su cui ho riflettuto di più è che <strong>il successo non è casuale</strong>, ma è piuttosto <strong>un&#8217;abitudine</strong>. Infatti, le persone che hanno successo tendono ad averne in più ambiti e a vivere globalmente molto bene, come se la loro capacità di andare forte in un certo contesto riuscisse a coinvolgere e influenzare anche il resto della loro vita. Inoltre, chi ha successo è abituato ad averne, non gode di episodi isolati ma riesce sistematicamente a replicare risultati eccellenti in qualsiasi campo si applichi.</p>
<p>Che cosa ti fa venire in mente?</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho subito pensato ad <strong>una strategia per avere successo</strong>, cioè al fatto che &#8211; evidentemente &#8211; esiste una ricetta così ben collaudata e flessibile da essere adatta a migliaia di sfide differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei compiti del mental coach è quello di modellare l&#8217;eccellenza, cioè trovare qualcuno veramente bravo nel fare una certa cosa e chiedersi: <strong>come ci riesce?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da questo presupposto, ho riflettuto a lungo sulle persone che conosco personalmente (non ti parlo quindi di personaggi famosi che non ho mai incontrato, ma di conoscenti o amici a cui ho stretto la mano almeno una volta) e che hanno grande successo nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutti loro ho toccato con mano la presenza di tre pilastri che voglio adesso condividere con te. Una persona di successo è bravissima a gestire e sfruttare al meglio questi tre fattori: gli obiettivi, la psicologia e la strategia.</p>
<p><strong>Obiettivi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Può sembrare impossibile, ma la maggior parte delle persone non ha obiettivi precisi e non dedica loro il tempo necessario. Se paragoniamo la vita ad un viaggio, sarebbe come andare in aeroporto, salire sul primo aereo che capita e, una volta atterrati, lamentarsi perché la destinazione non è &#8220;quello che ci si aspettava&#8221;. Assurdo, non pensi? Eppure è ciò che quotidianamente molti sperimentano. Se vivi per anni senza obiettivi e un giorno, svegliandoti, ti accorgi che la tua vita non è come ti sarebbe piaciuto, che senso ha prendersela con l&#8217;esterno? Credo che sia una nostra responsabilità (di quelle particolarmente importanti) decidere e mantenere una determinata rotta.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, avere buoni obiettivi non significa tanto &#8220;aspettarsi qualcosa di particolare&#8221;, quanto piuttosto sapere definire con chiarezza, precisione, buoni criteri e sufficiente motivazione una meta che si vuole raggiungere. Troverai tantissimi libri e articoli che ti spiegano come si definisce correttamente un obiettivo, per cui non mi dilungherò, ma ti rinnovo l&#8217;invito a chiederti: cosa vuoi che accada nel tuo futuro?</p>
<p><strong>Psicologia.</strong></p>
<p>E&#8217; un termine che vuol dire tante cose, ti spiego in quale accezione lo intendo io in questo articolo. Una buona psicologia è necessaria per due motivi principali: <strong style="text-align: justify;">ti fa vivere bene</strong><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;"> e </span><strong style="text-align: justify;">ti permette di raggiungere i traguardi</strong><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;"> che ti prefiggi. E una buona psicologia si può imparare ed allenare.</span></p>
<p>Con &#8220;buona psicologia&#8221; intendo:</p>
<p>⁃ Un atteggiamento globalmente positivo (sorridi, divertiti, goditi la vita, coinvolgi gli altri, lascia le persone meglio di come le trovi)</p>
<p>⁃ La capacità di imparare da ogni esperienza evitando giudizi del tipo &#8220;questo è sicuramente bene, questo è sicuramente male&#8221;</p>
<p>⁃ La capacità di lasciare andare il passato (che comunque non puoi cambiare) accettando quello che è stato</p>
<p>⁃ La capacità di lasciare andare quegli aspetti del presente che non ti piacciono ma che non puoi controllare in nessun modo</p>
<p>⁃ La capacità di essere responsabile di tutto ciò che invece puoi controllare</p>
<p>⁃ La ferma volontà di non incolpare mai l&#8217;esterno per ciò che non va nella tua vita (punto chiave che costa caro a quasi tutti coloro che falliscono, per qualcuno è persino fastidioso parlarne…)</p>
<p style="text-align: justify;">Se ti concentri su questi pochi concetti e ti impegni a farli diventare tuoi, è automatico che la tua vita &#8211; globalmente &#8211; sia destinata a migliorare. Avrai più energia, proverai emozioni più piacevoli e più a lungo, sarai un esempio per gli altri e molto di ciò che desideri sarà a portata di mano. Starai molto meglio.</p>
<p><strong>Strategia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando hai un progetto, è necessario agire per realizzarlo. L&#8217;azione non è un optional, qualcosa che se vuoi puoi fare oppure se preferisci non fai, perché se aspetti che le cose &#8220;capitino&#8221; rischi di aspettare troppo a lungo. Così come è impossibile non comunicare, lo stesso vale per &#8220;non agire&#8221;: anche il fare niente è un&#8217;azione, qualsiasi cosa tu decida riguardo l&#8217;impiego del tuo tempo rappresenta un&#8217;azione.</p>
<p>Quando ti attivi in relazione ai tuoi obiettivi, ciò che fai può:</p>
<p>⁃ Non modificare in nessun modo la distanza tra la situazione attuale e il tuo obiettivo (azione neutra nei confronti dell&#8217;obiettivo)</p>
<p>⁃ Allontanarti dal tuo obiettivo (azione disfunzionale all&#8217;obiettivo)</p>
<p>⁃ Avvicinarti al tuo obiettivo (azione funzionale all&#8217;obiettivo)</p>
<p style="text-align: justify;">Capire in anticipo quale impatto avrà una decisione rispetto a ciò che desideri è un&#8217;abilità piuttosto utile, e come tutte le abilità va prima imparata e poi allenata (come credo avrai notato questo concetto ritorna spesso! <img src='http://www.francescofornaro.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ). Ci sono persone molto brave a &#8220;leggere il futuro&#8221; e comprendere velocemente a quale delle tre categorie apparterrà la prossima cosa che stanno per fare, mentre altre hanno bisogno di farle prima e di valutarle poi, ma tutti dovrebbero farsi la meravigliosa domanda: &#8220;Qual è l&#8217;effetto più probabile, nei confronti del mio obiettivo, della mia imminente azione?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso che sai quali sono i tre pilastri delle persone di successo, l&#8217;ultima cosa che devi ricordarti è che qualsiasi strategia è replicabile. Con gli strumenti giusti (il <a href="http://www.francescofornaro.com/coaching-gratis"><strong>coaching</strong></a> te ne fornisce in grande quantità) ogni protocollo che funziona veramente bene può essere replicato. Devi solo impararlo e poi fare esperienza, cioè allenarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; come se conoscessi qualcuno veramente bravo a fare la pizza. Se hai a disposizione gli stessi ingredienti e la stessa cucina, e se replichi in modo sistematico la sua ricetta, anche la tua pizza sarà ottima. Magari ti ci vorrà un po&#8217; per renderla proprio identica (se non migliore) dell&#8217;originale: ecco cosa intendo con esperienza. Ma <strong>è certo che avrai successo a tua volta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta solo di replicare i passi di chi ci è riuscito prima di te, aggiungendoci &#8211; meglio ancora &#8211; qualcosa di tuo che renda in qualche modo unico il risultato. D&#8217;altra parte, non è forse questo il contributo che siamo chiamati a lasciare a chi verrà dopo di noi?</p>
<p style="text-align: justify;">Che tu sia andato in vacanza oppure no, permettimi di augurarti una straordinaria ripresa, spero davvero che cominci oggi la parte migliore della tua vita.</p>
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