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Buttare via, lasciare andare

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Ci sono momenti del nostro percorso in cui è necessario liberarci del passato. Chiudere le porte che abbiamo alle spalle e che sono rimaste socchiuse e farlo senza possibilità di ritorno.

Non sto parlando in astratto solamente di relazioni personali o professionali: mi riferisco direttamente a progetti, iniziative, attività a cui abbiamo dedicato tempo, energie e cuore. A prescindere dai risultati, ad un certo punto bisogna buttarli via.

Anche per questo tipo di abilità è necessario che la mente sia preparata e allenata, tanto da farne una vera e propria strategia che ha a che fare con il coaching.

Se da una parte è facile distaccarsi e cambiare ciò che non stava funzionando (se ci pensi è logico volersi allontanare da qualcosa che non ti dà quanto pensavi di realizzare) dall’altra non è così intuitivo e naturale rompere i legami con ciò che hai creato e che ha funzionato. Al di là del fatto che magari ancora oggi ne cogli gli effetti positivi, e da questi trai beneficio, ci possono essere legami affettivi o anche semplicemente logici: perché mai dovremmo cambiare qualcosa che funziona?

Dobbiamo farlo perché il nuovo richiede spazio. Quando la mente è troppo al sicuro, quando è così tranquilla da doversi occupare solo di difendere i confini di ciò che ha creato, lentamente si spegne e perde efficacia.

Sapere come generare quella giusta dose di incertezza verso il futuro e spiazzare il cervello, porlo davanti a una gestibile quantità di ignoto lo porta a esplorare, ad attivarsi, a essere creativo, a generare.

Anche perché il mantenimento di ciò che hai realizzato in passato richiede comunque un po’ di energie, anche quando pare “funzionare da sé”, in autonomia. Quell’energia – di fatto – la sprechi e la sottrai alla tua evoluzione, togli potenza al tuo andare avanti. Se però noi riusciamo ad anticipare il cambiamento e a coltivare quel pilastro di buona mentalità che si riassume nel cambiare prima che sia necessario farlo, allora appaghiamo il nostro istinto evolutivo e diamo alla vita segnali di fiducia, curiosità verso il futuro, serenità e aspettativa positiva.

All’opposto c’è l’attaccamento al passato, che corrisponde a dire: il meglio è alle mie spalle, non voglio rischiare andando avanti, posso solo peggiorare.

La vita risponde a ciò che noi seminiamo ed ecco perché bisogna avere cura del messaggio che inviamo. Quando butti via, quando vai avanti, quando lasci andare stai dicendo che ci sei, ti senti pronto, non hai paura, vuoi vedere che cosa c’è dopo il prossimo obiettivo.


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