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Il coaching è davvero per tutti?

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Un tema che presto troverai trattato in uno degli episodi di Coaching Podcast ha a che fare con questa domanda: il coaching è adatto a chiunque e va bene per ogni persona?

Oppure c’è chi da un percorso di coaching professionale non trarrebbe beneficio?

Si dice che chiunque abbia bisogno di un coach, come afferma addirittura Bill Gates nei primi secondi di questo video su YouTube. Dice che non ha importanza che tu sia un giocatore di basket, di tennis, un ginnasta o persino un giocatore di bridge. Ti serve il feedback se vuoi migliorarti. Hai bisogno di qualcuno che ti dica dove sbagli, cosa non funziona, come cambiare perché funzioni.

Sul tema c’è poco da discutere: avere a disposizione feedback di qualità nella tua vita e nella tua professione è l’acceleratore del tuo miglioramento. Se sei convinto di guidare bene e nessuno ti dice che in realtà stai andando fuori strada, finirai con lo schiantarti.

Un feedback non è altro che un ritorno rispetto a ciò che stai cercando di ottenere che qualcun altro ti fornisce. Non puoi arrivarci da solo con la testa precisione, e sai perché?

Prima di tutto perché quasi sempre siamo emotivamente coinvolti nelle nostre sfide e nei nostri problemi e questo limita la lucidità e la profondità di analisi che riusciamo ad esercitare. In seconda battuta perché un punto di vista lontano dal tuo, diverso, da angolazioni differenti può mettere in luce fattori che a te stanno sfuggendo.

In questo senso, i feedback sono la soluzione e chiunque ne ha certamente bisogno. E un buon coach è lì anche per fornirtene.

Tuttavia, per ciò che è la mia esperienza, non è vero che il coaching è adatto a tutti né tantomeno che chiunque ha bisogno di un coach.

So che questa affermazione è contraria a quanto di solito si sente. Quindi voglio motivarla in modo forte e inattaccabile. Perché un coach ti sia davvero utile a migliorare ci vogliono due caratteristiche senza le quali tutto il castello crolla.

COACH di QUALITÀ = FEEDBACK di QUALITÀ

Mettiamola giù nuda e cruda: è pieno di gente che si professa “mental coach” ma non ha alcuna chance di dare valore alla tua vita. Oggi addirittura trovi online chi promette di certificarti come mental coach in cambio di un corso di due ore a meno di 30€. Alleneresti i tuoi muscoli fidandoti dei consigli di un trainer che ha letto due pagine di una rivista di culturismo? E allora perché dovresti allenare la tua mente ascoltando queste cazzate?

Se non trovi un coach qualitativamente valido, esperto, capace di dimostrarti con i contenuti che ha creato negli anni (libri, audio, podcast, corsi, articoli, manuali…) che cosa sa, come ha elaborato ciò chi conosce e in che modo ti mette a disposizione la sua esperienza, piuttosto fai da solo.

Solo un coach di qualità può fornirti feedback di qualità. Un coach scarso ti darà solo feedback scarsi che non ti faranno progredire.

NON TUTTE LE TESTE SI LASCIANO ALLENARE

Il presupposto di base quando cominci un percorso di coaching è che tu assumi un allenatore mentale. Ciò significa che lo ascolterai quando ti dirà in che modo allenare la tua forza mentale, l’autostima, il coraggio, la motivazione, la definizione degli obiettivi, la resilienza, il pensiero di secondo livello e altro.

Ci sono persone con forti riferimenti interni che sono poco disposte a cambiare schemi mentali: magari pensano di essere comunque nel giusto (anche quando i risultati dicono il contrario, ma tant’è) oppure il coach non riesce a generare autorevolezza e quindi a farsi seguire. Oppure ancora non c’è sufficiente motivazione: ogni cambiamento richiede energia e se non sei disposto a spendere, non cambi. Tutto qui.

In questi casi, la persona non è adatta a ricevere coaching. Questo è uno dei motivi per cui – personalmente – non accolgo chiunque nei miei percorsi di coaching, ma comincio le collaborazioni solo dopo uno studio preliminare dove voglio capire che cosa ti spinge a voler cambiare, che ambizioni hai, qual è il tuo setting mentale da cui partiamo. Questo è bene per te (che non perdi tempo) ed è anche meglio per me visto che crea le condizioni per lavorare con la persona giusta e nella migliore alchimia possibile.

Voglio infine spendere due parole sul concetto secondo cui chiunque avrebbe bisogno di un coach. Per me non è così. Ci sono persone che vivono vite di grande equilibrio, serenità e – a volte – anche umiltà. Poco appariscenti ma solide, costruite su valori incrollabili. Ce ne sono altre che hanno in sé una grande forza mentale, capaci di affrontare a testa alta ogni sfida della vita, confidando in se stessi e nelle proprie risorse e – soprattutto – con la magnifica abilità di accettare tutto ciò che non possono cambiare, senza pensarci e semplicemente facendolo.

A queste persone il coaching non serve. Non porterebbe valore aggiunto e – a meno che non ci si voglia rivolgere a un’abilità specifica – difficilmente farebbe la differenza.

Coaching Podcast contiene episodi irriverenti, tecniche di mind training, riflessioni e qualche parolaccia. Ascolta le puntate del podcast che modella la tua mente, gratuitamente e sulla piattaforma che ti piace di più.







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