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Il coaching è una delle professioni del futuro

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Cominciamo a vedere pubblicati più articoli, approfondimenti e informazioni su temi legati alla salute mentale, argomento tradizionalmente trascurato in Italia e anzi alle soglie del tabù. Ecco perché iniziare a parlarne in modo strutturato e costante è un fatto atteso e auspicato da tempo, anche se ancora non scontato.

Come ogni grande cambiamento, gli avvenimenti che ci hanno coinvolti dalla fine dell’inverno 2020 hanno alzato le soglie di stress, impegno emotivo e fatica degli individui. Il cambiamento è tra gli eventi più naturali che esistano eppure non è amato dalla nostra mente perché questa ha la tendenza naturale e innata a risparmiare energie. E qualsiasi cambiamento richiede – giocoforza – un dispendio di energie.

Per questo la mente si oppone, resiste, lo rimanda con diversi stratagemmi: inducendo le persone a sperimentare paura (spesso immotivata) ad esempio, oppure favorendo gli alibi e via dicendo. In generale, solo una mente allenata può gestire al meglio il cambiamento, in ogni ambito della vita.

Quindi ora che un enorme e storico cambiamento ha coinvolto la vita di miliardi di esseri umani e non si può tornare indietro chi ha già iniziato ad allenare l’aspetto mentale ha un grande vantaggio sugli altri.

Questo è il motivo principale per cui il coaching è la professione del futuro, insieme a tutte quelle che hanno a che fare con lo sviluppo dell’individuo dal punto di vista mentale, relazionale e comunicativo. Consulenti, psicologi, trainer, formatori, mental coach dovranno farsi trovare pronti per supportare le persone e le aziende nei prossimi anni.

Una delle lezioni più importanti che la pandemia ci ha dato l’opportunità di conoscere ha a che fare con il concetto di salute: un concetto gravemente distorto dalla visione politica, che ce l’ha venduta come cruda assenza di malattia, mentre la salute è qualcosa di molto più profondo e comprende ben altre sfaccettature del benessere. È una condizione complessiva dove un uomo o una donna si realizzano, credono nei propri mezzi, accettano le sfide della vita e le affrontano consapevoli del proprio valore. Noi siamo andati nella direzione esattamente opposta di fatto fuggendo e nascondendoci. Senza entrare nel merito delle questioni sanitarie indubbiamente di grande impatto, è evidente che a livello di atteggiamento c’è molto da recuperare.

Il coaching è una disciplina che attraverso opportuni strumenti aiuta le persone a raggiungere gli obiettivi, a migliorare se stessi, a conoscere i punti deboli dei propri limiti così da poterli attaccare.

Questa è un’epoca perfetta per rimettere la persona al centro di ogni progetto. Capire che siamo noi a dover dare alla vita la direzione che cerchiamo perché i fattori esterni esistono e “tutto va bene” solo nelle favole col lieto fine. L’esistenza è molto diversa da così: è fatta improvvisi strappi alla nostra condizione che – da illusi – crediamo essere granitica e bisogna assolutamente avere le risorse per gestire improvvisi cambiamenti a cui non ci si può sottrarre per riprendere al più presto in mano il timone della propria esperienza.

Ecco perché il mental coach, se capace ed esperto, può fare la differenza da qui in poi ancora di più rispetto a prima.






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