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Perché bisogna “essere” coach, e non “fare” il coach

Allenamento Mentale - Sport, Business & Coaching

Perché bisogna “essere” coach, e non “fare” il coach

 

L’ho sempre detto: il coaching ha a che fare con l’identità di un individuo. Se vuoi metterti a disposizione di un manager, di uno sportivo o di chiunque abbia un obiettivo e ti chieda aiuto per realizzarlo, per prima cosa devi essere d’esempio.

A volte mi capita di guardarmi allo specchio e chiedermi: “Ti affideresti a questa persona?” Da qui scaturisce una serie di domande di questo tenore:

  • Gli daresti del denaro perché lavori con te?
  • Gli racconteresti i tuoi sogni più veri?
  • Gli chiederesti aiuto?
  • Seguiresti i suoi consigli?
  • Metteresti in pratica gli strumenti che ti insegna ad usare?

Non mi vergogno per niente a dire che mi è capitato di rispondere “no” a qualcuna di queste domande, a volte anche a tutte! Ma questo non ha importanza se, quando capita, reagisco subito e faccio qualcosa per rimettermi nelle condizioni di essere un bravo coach. Altrimenti, potrei solo dire in giro che lavoro faccio, ma non potrei parlare di passione, di benessere, di risultati se non fossi io il primo a raggiungere i miei!

La cosa veramente bella è che chiunque può essere, entro certi ambiti e in momenti precisi, il tuo personalissimo mental coach. Spesso ho tratto grande ispirazione dalle persone da cui ho imparato questa professione (Livio, Alle, Pacci su tutti…), ma altre volte è stata la parola di un amico, un consiglio di mia moglie o un’osservazione di mio padre a rendermi un coach migliore.

Non c’è bisogno di fare niente di speciale… purché quello che fai sia fatto con il cuore e dando il massimo!

Io non sono uno sportivo “serio” e di certo non mi posso considerare un vero runner. Ma giuro, se vado a correre do il massimo, ci puoi scommettere! Ho l’obiettivo di correre 500 km entro la fine del 2011 e so già che ce la farò, e anche in anticipo sui tempi. Questo è quello che ho fatto a marzo:

Se sei un runner professionista ti metterai a ridere, ma se sei una persona sedentaria, che non si infila le scarpe da ginnastica da dieci anni, andiamo a farci una corsa insieme e prova a starmi dietro! 🙂 Anche io sono stato fermo per lungo tempo e ho trascurato il mio corpo, poi un giorno mi sono fatto quelle domande lassù… e no, non mi sarei affidato ad un coach un po’ in sovrappeso, poco vitale e pigro! 🙂

Sono uscito di casa e ho cominciato a correre. E non ho più smesso.

Adesso la corsa, la fatica, il sudore, il dolore, i muscoli tesi prima e rilassati poi, fanno parte di me… ne ho bisogno per essere io! Sono ormai nella mia identità, quindi io non faccio la persona che corre, io sono una persona che corre! E quando corro mi sento straordinariamente bene, la mente si placa e ho idee migliori, sensazioni bellissime e sempre più voglia di correre ancora

Se tu fossi un mio cliente e vedessi con quanto impegno ogni volta raggiungo e supero i miei limiti nella corsa, sono sicuro che saresti fiero di me e contento di avermi a tua disposizione. E questo pensiero mi fa sentire di fare la cosa giusta nei confronti delle persone con cui lavoro, è quasi una forma di rispetto verso di voi, è coerenza tra quello che dico di fare e quello che faccio io.

A marzo ho corso quasi 75 km. Tanti, se li penso uno per uno, un passo alla volta. Sarebbe bellissimo per me sapere di essere di esempio anche solo per uno di voi, che magari leggendomi starà pensando: “Be’, quasi quasi… lo faccio anche io!” 🙂

Un abbraccio e a presto!