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Il coaching è osservare per evolvere

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Esiste un’abilità che dovremmo tutti allenare molto di più: perché ci rende persone migliori, più capaci, più efficaci, più profonde e in definitiva più intelligenti. Il coaching ne fa ampiamente uso: parliamo di uno strumento davvero utile per generare cambiamenti.

Sto parlando dell’abilità di osservare, che è tra le altre qualità uno dei pilastri dell’allenamento mentale.

Dall’abilità di ossevare nasce:

  • la comprensione delle altre persone, dei fenomeni della società, delle conseguenze
  • le previsioni del comportamento dei singoli individui e del futuro della comunità
  • La creazione di nuove idee da approfondire
  • Lo spunto per altri contenuti da condividere
  • Lo studio delle strategie che funzionano e che gli altri già utilizzano (perché, ricorda, il 99% del miglior lavoro possibile è già stato fatto, in ogni ambito…)

Per queste forti ragioni (almeno) è importante imparare a osservare nel modo giusto. Farlo è una forma di mind training, di allenamento mentale, e ci migliora.

Come si diventa buoni osservatori? Ci si può riuscire seguendo tre regole, cioè attraverso:

  • L’allenamento
  • Il silenzio
  • La rinuncia al giudizio

Pensa ad esempio a ciò che abbiamo vissuto dalla primavera del 2020 ad oggi. Potrebbe essere solo temporaneamente, ma è un fatto che oggi tante cose sono diverse:

  • Le regole sociali (stringersi la mano, abbracciarsi, cenare insieme, ballare, fare festa)
  • Molto di ciò che riguarda lo svago e il divertimento (parchi a tema, stadio, cinema, teatro, palazzetti, sci, sport, crociere, viaggi)
  • Il nostro lavoro (meno contatti umani, meno ufficio, più tempo in casa, i pranzi al bar con i colleghi, le cena di lavoro, i viaggi di lavoro)
  • L’uso della tecnologia, che a me pareva esagerato anche prima e che ora è raddoppiato, triplicato: videochiamate, videomessaggi, audiomessaggi, riunioni virtuali ma anche come sono strutturate, la loro velocità, la comunicazione.

Insomma: c’è stata una rivoluzione.

All’interno di un forte cambiamento, nota che subito, non appena la rivoluzione ci è piovuta addosso, è partito un enorme, monumentale processo di adattamento. Che è ciò che chiamiamo evoluzione.

Gli esseri umani, e tutte le altre forme di vita, fanno così spontaneamente: si adattano all’ambiente. Noi siamo cambiati, in modo profondo, magari non ce ne rendiamo conto ma oggi basta guardarsi intorno: molti lasciano vecchie attività che sanno non avere un futuro e si dedicano ad altre, altri cambiano casa, si allontanano dalla città e vanno a vivere fuori perché non devono più correre in ufficio tutti i giorni, compriamo meno auto perché sappiamo che ci serviranno di meno rispetto a prima, non programmiamo viaggi in altri continenti ma cerchiamo di scoprire il territorio, selezioniamo gli amici, curiamo le relazioni in modo differente.

Adattarsi è la forma di reazione più spontanea che c’è al cambiamento di condizioni esterne.

Ce anche un altro tipo di reazione altrettanto naturale: la resistenza al cambiamento, che abbiamo tutti in forme e intensità diverse. Perché cambiare costa energie, ci espone a possibili pericoli, ci mette alla prova e va in contrasto con un principio fondamentale del cervello che è quello del risparmio energetico.

In questo momento le persone che gestiscono meglio la resistenza al cambiamento e che la vincono più in fretta hanno un vantaggio considerevole: stanno già evolvendo, si stanno muovendo e si stanno appunto adattando. Gli altri devono fare in fretta: sganciarsi dal passato, accettare che le cose ora sono e saranno diverse e andare avanti.

Farlo tecnologicamente, comunicativamente, nella proposta dei loro prodotti e dei loro servizi, nella loro logistica… cambiare tutto. Ovviamente però non cambiare a caso.

Ecco perché l’invito, oggi, è allenarti a osservare di più e meglio, raccogliere informazioni, pensare in modo lucido e libero da emotività e adattarti il più in fretta possibile ai cambiamenti esterni.

E’ chiaro che più sei capace di intuire l’andamento futuro dell’ambiente in cui vivi più puoi dirigere il tuo adattamento lungo la strada giusta, togliere casualità, quindi le abilità di cui ho parlato oggi si intersecano e collaborano tra loro, e bisogna conoscerle e allenarle tutte.

Ma tutto parte da una corretta, profonda e oggettiva analisi del mondo che comincia osservando: una grande abilità mentale che vale la pena coltivare e approfondire.

In tutto questo, che è un qualcosa che si muove, e che è soggettivo perché dipende dalle capacità di ogni persona, c’è comunque un punto fermo su cui puoi scommettere e a cui puoi affidarti: quando l’esterno cambia puoi commettere un solo errore certo, che è quello di ostinarti a stare stare fermo.

Se stai fermo, sbagli. Se non cambi qualcosa, sbagli. Questa è una legge.

E se non sai che cosa cambiare o come, comunque sia sparpaglia un po’ le carte, prova qualcosa di diverso, fai qualcosa di differente rispetto a prima, rinnova, cambia e stai a guardare che cosa succede come effetto. È meglio cambiare anche senza un piano piuttosto che restare fermi quando è cambiato il resto.

Le capacità di osservare, adattarsi e cambiare sono sempre presenti in una mentalità di successo.


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