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Perché nella vita non ottieni ciò che vuoi

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Risposta breve: perché ottieni ciò che sei.

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È così perché la nostra identità domina su tutto il resto.

Quando riesci a raggiungere un traguardo che ti sei prefisso grazie alle tue decisioni e alle tue azioni, significa che sei stato capace ed efficace. Avevi le competenze e le abilità necessarie per riuscirci e sei anche stato in grado di metterle in pratica, di agire in modo funzionale. È un indiscutibile merito.

Tuttavia questo processo è dispendioso: per stare in piedi, richiede energia attivamente. Così, non appena smetti di prestarvi attenzione e cominci a dedicare le tue energie a qualcos’altro, il sistema smette progressivamente di funzionare, perché non è stabile.

Con l’andare del tempo, perdi quello che hai conquistato. Succede sempre così, è inevitabile.

Vuoi un esempio concreto? Uno studio ha dimostrato (e non è l’unico) che quasi il 90% di coloro che vincono grandi somme di denaro (lo vincono, quindi di fatto non lo meritano…) nell’arco di appena due anni diventa più povero finanziariamente di quanto non lo fosse prima (qui trovi l’articolo originale su Il Sole 24 ore e qui sotto il passaggio chiave)

La verità è molto semplice:

Noi non otteniamo quello che vogliamo. Otteniamo quello che siamo.

Il nostro cervello è organizzato in modo gerarchico e puoi immaginarti che lo sia sulla base di alcuni livelli. Ne ho scritto nel dettaglio in questo articolo che ti consiglio di consultare per approfondire, perché questa logica impatta su come pensi, come decidi, come agisci e come comunichi. È quindi fondamentale conoscerli e sapere come funzionano.

Il livello che domina tutti gli altri è la nostra identità. L’identità risponde alla domanda: io, chi sono?

Le risposte a questa domanda impattano su tutti i livelli sottostanti. Li modificano, li cambiano fino ad arrivare al livello più basso che è quello fisico, concreto, reale. La tua vita quotidiana.

Quindi, se la risposta alla domanda “Chi sono io?” è “sono una persona che non ha fatto niente di speciale per meritarsi tutto questo denaro” o più semplicemente “sono una persona finanziariamente povera“, prima o poi (anche abbastanza in fretta direi, come conferma lo studio) la tua vita concreta si allineerà a questa identità.

Perderai il denaro in eccesso, quello che non rispetta “chi sei“.

Non sarai capace di gestirlo. Ne sprecherai, ne spenderai inutilmente.

Inconsciamente, te ne libererai.

Solo quando la realtà esterna rispecchierà nuovamente la tua identità e i livelli logici saranno allineati, allora sarai in pace e smetterai di compiere azioni inconsapevoli atte a ristabilire l’equilibrio.

Il fatto interessante? Non si può barare. Il processo è inconscio, non ne sei consapevole.

E se non parliamo di denaro ma di altro, funziona allo stesso modo.

  • L’atleta che vince una medaglia ma dice a se stesso “non sono un vincente” perderà il 99% delle altre gare.
  • Il venditore che chiude un buon contratto ma pensa “io non so vendere” faticherà enormemente per riuscirci di nuovo.
  • Il genitore che è amato dal suo figlio neonato ma crede di “non essere un buon padre” renderà critica nel tempo quella relazione.

L’identità domina su tutto.

Se vuoi sapere come sarà il tuo futuro prendi carta e penna, scrivi grande al centro del foglio “Chi sono io?” e rispondi sinceramente e veramente a questa domanda.

Fallo per ogni ambito della tua vita che ritieni essere importante: la salute, il denaro, le relazioni, il lavoro, la famiglia o altro che per te conta.

In quelle risposte c’è il tuo futuro, c’è la previsione di ciò che accadrà.

E se quello che scrivi non ti piace?

Be’… l’identità si può cambiare. Si può fare in tanti modi diversi e il coaching li conosce e li utilizza. Tutti hanno in comune un fattore: il tempo. Non si cambia identità dalla sera alla mattina, si passa attraverso un processo, si fa un percorso.

Ecco perché quando affianco le persone come mental coach ho sempre un duplice scopo: il primo è portare loro all’obiettivo per il quale sono stato ingaggiato, il secondo è cominciare a cambiare le loro identità.

Renderli persone diverse. Iniziare a far sì che si sentano diversi.

Lì comincia la magia.






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