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Ha senso rimpiangere il passato?

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Ha senso rimpiangere il passato?

Ti è mai capitato di rimpiangere il passato? E’ frequente, nel mio lavoro di mental coach, che durante un percorso la persona con cui sto lavorando affermi qualcosa come: “Ah, se tempo fa non avessi preso quella decisione, o avessi agito in modo diverso, adesso la vita sarebbe più facile e non sarei qui a rimpiangere il passato!
Ciò accade in qualsiasi campo. C’è chi rimpiange di non avere studiato, chi ha studiato ma dice di aver sbagliato settore, chi ha avviato un’attività e si è pentito, chi ha rimandato troppo a lungo una decisione e ne ha pesantemente pagato le conseguenze. La casistica è varia, il tema centrale sempre lo stesso: alla luce di come si sono svolti i fatti, in passato si crede di avere commesso uno sbaglio.

Passato Presente Futuro Coaching

Ora, ogni volta che ciò accade la mia reazione è sempre la stessa e in queste righe voglio dimostrarti perché valutare a posteriori una decisione passata è sempre un paradosso, e quindi non ha senso farlo.

Immagina di trovarti in una momento della vita in cui devi prendere una decisione importante. Per semplicità, useremo un esempio: sul lavoro ti viene proposto un aumento di responsabilità e compenso a patto che tu sia disposto a trasferirti in un’altra città a tempo indeterminato.
Cominci a pensarci. Una parte di te vuole lanciarsi nella nuova avventura e valuta tutti gli aspetti positivi del cambiamento, un’altra è conservativa e ti sottolinea tutto ciò che perderesti: il comfort delle abitudini, la tua casa, gli amici, i gesti che quotidianamente svolgi da anni. Ci ragioni un po’ su, non sai se seguire la testa o il cuore, che malauguratamente in questo caso non sono d’accordo tra loro. Ne parli con qualcuno di fidato, poi resti da solo a pensare con la testa tra le mani e alla fine decidi: non parto, rimango. Comunichi la tua decisione senza la certezza assoluta, sei ancora nel dubbio, ma ormai il dado è tratto e hai cambiato il corso degli eventi.

Tutte le volte che assumiamo una decisione cambiamo il futuro delle nostre vite. Finché la decisione è sospesa, tutti i possibili sviluppi esistono contemporaneamente, sono puro potenziale. Nel momento in cui prendi la tua decisione, allora tutte le altre opzioni smettono di essere contemplate: è come se tu scegliessi di vivere in quel particolare universo che c’è solo a seguito di ciò che hai deciso. Non è più potenziale, ma realtà: la realtà che tu hai creato.
Quindi, fatta la tua scelta, il tempo scorre e quella decisione cambia il corso degli eventi. Tutto ciò che ti accade da quel momento in poi è inevitabilmente influenzato dalla scelta compiuta, e poiché la nostra persona è plasmata dagli eventi e formata dall’ambiente in cui vive, anche il tuo cambiamento e la tua evoluzione ne sono affetti. Tu cambi in funzione di ciò che hai scelto e non può essere altrimenti: saresti cambiato anche se avessi deciso di partire.
Trascorre un anno e una sera ti siedi con gli amici davanti a qualche birra e ti confidi con loro: in questo periodo ci stai pensando sempre più spesso e cominci a sospettare di avere commesso un errore. Anzi, lo sai: le cose non sono andate come speravi e un anno fa avresti dovuto decidere di accettare la nuova sfida, lasciare le abitudini e partire.

Questo è il momento in cui il paradosso si realizza e il tuo giudizio sul passato (“ho sbagliato”) smette di avere senso.

Perché? Segui il mio ragionamento e ti sembrerà subito chiaro. La persona che stabilisce che la decisione di un anno fa è stata sbagliata non è la stessa persona che l’ha assunta a suo tempo. E’ una persona da cui quella decisione è stata influenzata, esiste ed è così proprio perché quella decisione è stata presa. Quindi, se potessi tornare indietro nel tempo e cambiare la tua scelta, come ora ti auguri e rimpiangi di non poter fare, non saresti diventata la persona che sei in questo momento. Ma è la persona che sei adesso che valuta quella decisione passata come sconveniente! E se avessi deciso altro, ora saresti altro, e quindi questa valutazione probabilmente sarebbe diversa. Sei come un fiore che rimpiange di non essere rimasto seme: se fosse restato tale, il fiore non esisterebbe, quindi neanche il rimpianto che adesso prova.

Capito il paradosso?

Quando accade nel mio lavoro, ne parlo sempre in questi termini e so che ciò è molto utile alle persone per comprendere che ogni energia investita nel rimpianto del passato è energia che butti via. Non solo perché in genere non puoi più cambiare il corso degli eventi, ma proprio perché stai valutando il passato da un punto di vista che non esisterebbe se il passato fosse stato diverso.

La soluzione? Non lo fare! 🙂

Giudicare il tuo passato è semplicemente senza senso: è esperienza, hai imparato qualcosa, e questo è di valore, ma non è né giusto né sbagliato e non ha valore rimuginarci su, a meno di non avere tempo ed energie da buttare. Ovviamente una decisione futura sarà influenzata da quell’esperienza, ma allora stiamo parliamo del tuo futuro e non del passato.

Le persone dotate di grande forza mentale non si preoccupano mai del passato e non hanno rimpianti. Hanno capito alla perfezione questo ragionamento e ne hanno fatto tesoro, focalizzano le energie sugli obiettivi, programmano il futuro e curano le azioni quotidiane così che possa assomigliare all’immagine che ne hanno in mente. Non hanno tempo per il passato: il passato è successo!

L’unico atteggiamento che ha senso riguardo il passato è tornare indietro nel tempo con la mente e comprendere che potresti solo rifare ciò che hai fatto.
Vivere nel passato, quindi, non solo è paradossale, ma oltre a togliere il gusto di stare nel presente ti impedisce di programmare il futuro e di dare alla vita la direzione che vuoi.